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Un uomo non riusciva ad essere felice. Un giorno si decise di mettersi in viaggio per il mondo alla ricerca della felicità.
Chiuse la porta della sua casa e partì con l’intenzione di girare il mondo fino al posto dove poter vivere felice.
Dove arrivava spiegava alle persone che incontrava “che cosa” stava cercando, ma nessuno lo capiva, anzi lo guardavano con sospetto… non sono i soldi la fonte della felicità? – dicevano.
Da lì ripartiva e così facendo di paese in paese di città in città, passò molto tempo, anni.
Accadde che si accorse di essersi fatto vecchio e ancora non aveva incontrato la felicità.
Aveva imbiancato i capelli, le sue mani erano piene di calli, i suoi vestiti sgualciti e logori, le scarpe in condizioni pietose. Oltre questo era ormai stanco di cercare,… cercare la felicità senza incontrarla.
Un giorno, dopo tutto questo viaggiare, si fermò davanti ad una vecchia casa: le finestre avevano i vetri rotti, il giardino era diventata una boscaglia, polvere dappertutto nelle stanze e nei corridoi.
Guardò e pensò che lì, in quella casa abbandonata e senza padrone, avrebbe costruito la sua felicità: avrebbe restaurato il tetto, collocato vetri nelle finestre, avrebbe pitturato le pareti della casa e avrebbe riordinato il giardino. “Voglio essere felice qui” – pensò.
L’uomo ormai stanco andò fino all’ingresso della casa. Dopo essere entrato rimase stupito, immobile dalla sorpresa… quella era la sua casa che aveva abbandonato per cercare la felicità.
Capì allora che non era necessario viaggiare fino in capo al mondo per cercare la felicità, perché la felicità stava dentro la sua casa, dentro se stesso senza che egli l’avesse capito prima.
- Che ti suggerisce questa “storia”
- La felicità sta dove la costruiamo, dove sta la nostra vita.
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